FISCO: CARRARA (26°) E MASSA (30°) TRA CITTA’ PIU’ [..]

Gli artigiani ed i piccoli imprenditori di Massa Carrara continuano ad essere tra i più tartassati d’Italia nonostante il calo della pressione fiscale. Su 141 comuni italiani Carrara si piazza al 26esimo posto, Massa al 30esimo nella speciale classifica stilata dal rapporto annuale dell’Osservatorio Cna sulla tassazione delle Pmi “Comune che vai, fisco che trovi”. I calcoli sono effettuati su un’impresa tipo: una ditta individuale manifatturiera, con un laboratorio di 350 mq, un negozio di 175 mq, 5 dipendenti, ricavi per 431mila euro ed un reddito d’impresa di 50mila euro/anno. “La riduzione della pressione fiscale – commenta Paolo Bedini, Presiente Cna Massa Carrara – è  il risultato dell’innalzamento al 50% della deducibilità Imu sugli immobili strumentali introdotta dalla Legge di Bilancio 2019 su pressione, in particolare, della nostra associazione che ne ha fatto un cavallo di battaglia. La strada resta però ancora molto lunga. La pressione fiscale, e così il costo del lavoro, rappresentano elemento di decrescita della nostra struttura economica”. Che la situazione sia migliorata lo dicono, ancora volta, i numeri statistici di Cna. Nel 2018 il peso complessivo del fisco era del 58,2% per Carrara e del 58,5% per Massa. Il Total Tax Free arretra anche per la provincia apuana con l’aliquota fiscale totale sui profitti che scenderà al 57,3% per Carrara e al 57,4% per Massa: rispettivamente 0,9 e 1,1 punti percentuali in meno rispetto ad un anno prima e 2,3% rispetto a media nazionale. “Malgrado la sensibile riduzione della pressione fiscale – spiega ancora Bedini – dovremo lavorare più della metà dell’anno, tra 2010 e 212 giorni, a seconda che l’azienda si trovi a Carrara o Massa, per saldare il proprio debito con il fisco. Questo significa che artigiani e pmi apuane inizieranno a produrre per se tra il 27 e 28 luglio. Qualche passo in avanti è stato compiuto e sono state, infatti, trasformate in legge alcune importanti proposte che abbiamo avanzato. Penso all’l’introduzione del regime forfettario di tassazione del reddito d’impresa, all’introduzione del regime di cassa per la determinazione del reddito delle imprese in contabilità semplificata e all’abrogazione degli studi di settore”. A incidere sulla riduzione del Totale Tax Rate, come anticipato, è soprattutto l’innalzamento al 50% della deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali, vale a dire i capannoni, i laboratori, i negozi, vitali per un’impresa, per l’imprenditore come per i suoi dipendenti. La Legge di bilancio 2019 che l’ha prevista ha anche fissato al 2023 la sua totale deducibilità. Per rendere evidente l’immediato impatto di questo provvedimento, se fosse partita da quest’anno la totale deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali, il Totale Tax Rate medio nazionale si sarebbe fermato al 57,2 per cento, che significa -2,5 per cento rispetto al dato attuale. Bedini conclude: “il nostro è ancora un paese bloccato  con una crescita asfittica, sul quale gravano ostacoli e vincoli come gli oneri burocratici, il costo del lavoro e dell’energia, l’accesso al credito.  E naturalmente il fisco che rappresenta l’aspetto più sentito e sofferto dagli imprenditori. Non è questo il fisco che aiuta lo sviluppo dell’Italia. A ogni cambio di governo si riaccende in noi la speranza dell’avvio di una stagione nuova tra contribuenti e fisco. Una stagione improntata alla trasparenza, alla semplicità, alla stabilità delle regole e soprattutto alla ragionevolezza del prelievo”.